Il Report di monitoraggio, eseguito su base trimestrale, è frutto della collaborazione tra MiSE (DG per la Politica Industriale) e InfoCamere, con il supporto del sistema delle Camere di Commercio (Unioncamere).
Crescita della popolazione
Al termine dell’ultimo trimestre del 2019 il numero di startup innovative iscritte al Registro delle Imprese è pari a 10.882, in aumento di 272 unità (più 2,6%) rispetto al trimestre precedente e il 3% di tutte le società di capitali di recente costituzione.
Per quanto riguarda la distribuzione per settori di attività:
- il 73,7% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese (con la prevalenza di produzione di software e consulenza informatica, di attività di R&S e di attività dei servizi d’informazione);
- il 17,6% opera nel manifatturiero;
- mentre il 3,4% opera nel commercio.
Distribuzione territoriale
Per quanto riguarda la distribuzione geografica, la Lombardia è la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative (2.928, il 26,9% del totale nazionale), seguono il Lazio (1.227, 11,3% del totale nazionale), l’Emilia-Romagna (931, 8,6% del totale nazionale), la Campania (prima regione del Mezzogiorno con 896 startup, 8,2% del totale nazionale) e il Veneto (889, 8,2% del totale nazionale).
In coda ci sono la Basilicata con 104, il Molise con 80, e la Valle d’Aosta con 22 startup innovative.
Per quanto riguarda la densità delle imprese innovative, il Trentino-Alto Adige è la regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto al totale delle nuove società di capitali con meno di cinque anni e meno di cinque milioni di fatturato: il 5,3% è una startup innovativa. Seguono la Valle d’Aosta (5,1%) e il Friuli-Venezia Giulia (poco meno del 5%). In fondo alla classifica ci sono la Puglia e la Toscana (entrambe con poco più dell’1,8%) e la Sardegna con l’1,6%.
Distribuzione e densità regionale - Classifica delle regioni
Fonte: Report con dati strutturali, Startup innovative, 4° trimestre 2019, Mise
A livello provinciale, quella di Milano è la provincia in cui è localizzato il numero più elevato di startup innovative (2.075, il 19,1% del totale nazionale) ed insieme alla provincia di Roma (1.110, 10,2% nazionale) sono le uniche a superare le 1.000 startup. Le altre province maggiori sono Napoli (423, 3,9%), Torino (376, 3,5%) e Bologna (314, 2,9%).
In tutte le prime 17 province in graduatoria sono localizzate almeno 150 startup, mentre le ultime 16 province in graduatoria presentano meno di 15 startup ciascuna.
Il record negativo spetta a Imperia, dove sono localizzate solo 3 startup innovative.
Distribuzione provinciale - Classifica prime 20 province
Distribuzione provinciale - Classifica ultime 20 province
Fonte: Report con dati strutturali, Startup innovative, 4° trimestre 2019, Mise
Se si considera il numero di startup innovative in rapporto al numero di nuove società di capitali attive nella provincia, al primo posto si posiziona Trento (col 7,5%); seguono Trieste (6,8%), Ascoli Piceno (5,8%) e Milano (5,7%), Pordenone e Aosta (entrambi con il 5,1%). La provincia con la minore incidenza di startup sul totale delle nuove società di capitali è Agrigento (0,4%).
Densità provinciale - Classifica prime 10 province
Densità provinciale - Classifica ultime 10 province
Fonte: Report con dati strutturali, Startup innovative, 4° trimestre 2019, MiSE
Forza lavoro
Al terzo trimestre del 2019 il numero complessivo di soci e addetti coinvolti nelle startup ha raggiunto quota 61.820, in aumento di 671 unità rispetto al trimestre precedente e di 8.116 su base annua. Di queste 61mila persone, almeno 51mila sono soci di capitale dell’azienda.
Sotto il profilo occupazionale, a fine settembre 2019 risultano presenti 4.372 startup innovative con almeno un dipendente (160 in più rispetto al trimestre precedente fine giugno), pari al 41,2% del totale. Nello stesso periodo di riferimento, le startup innovative impiegavano 13.803 persone, 781 in meno rispetto al secondo trimestre 2019. Il numero medio degli addetti per startup innovativa, sempre al terzo trimestre 2019, è pari a 3,2, contro i 3,5 registrati tre mesi prima.
Analizzando la composizione delle compagini sociali, le startup innovative nelle quali quote e cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne sono 1.468, il 13,5% del totale; l’incidenza è nettamente inferiore rispetto al 21,9% osservato prendendo in esame l’universo delle neo-società di capitali. Le startup innovative in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 4.704, il 43,2% del totale, una quota anch’essa inferiore a quella fatta registrare dalle altre nuove società di capitali (47,0%).
Le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono 2.153, il 19,8% del totale; un dato di oltre tre punti percentuali superiore rispetto a quello riscontrato tra le nuove aziende non innovative (16,6%). Ancora maggiore è la differenza se si considerano le aziende in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale: il 44,4% delle startup (4.830 in tutto), contro il 34,9% delle altre imprese.
Riguardo agli indicatori economici e finanziari, i dati di bilancio attualmente disponibili, relativi al 2018, coprono il 61,2% delle startup iscritte al 31 dicembre 2019.
Fatturato
Ci sono due fattori da considerare: il primo è che le startup innovative sono soprattutto micro-imprese, il secondo è che le imprese più consolidate per età e fatturato tendono progressivamente a perdere lo status di startup innovativa.
Detto questo, il valore medio della produzione per impresa nell’esercizio 2018 si attesta intorno ai 175mila euro, dato in calo rispetto al trimestre precedente (circa 12mila euro in meno), mentre il dato sul valore mediano della produzione è pari a 35.001 euro. L’attivo medio è pari a poco più di 311mila euro per startup innovativa, in contrazione di circa 19mila euro rispetto alla precedente rilevazione. Considerando, infine, la produzione complessiva, questa è in calo di poco meno di 31,3 milioni di euro rispetto a al dato registrato al termine del trimestre precedente.
Investimenti e redditività
Uno dei parametri che più contraddistinguono le startup innovative rispetto altre nuove società di capitali è l’elevato grado di immobilizzazioni sull’attivo patrimoniale netto: nel 2018 il tasso di immobilizzazioni (tra i principali indicatori della propensione a investire nelle aziende) è sette volte più elevato nelle startup innovative rispetto alle altre aziende.
Un dato fisiologico è quello che rileva la permanenza tra le startup innovative di un’incidenza più elevata della media di società in perdita (52,1% rispetto al 31,9% delle altre società di capitali).
Anche gli indicatori di redditività ROI e ROE delle startup innovative registrano valori negativi. Se però si prendono in considerazione soltamente quelle in utile, gli indici sono sensibilmente migliori di quelli fatti riportare dalle altre società di capitali (ROI: 0,12 contro 0,06; ROE: 0,26 contro 0,17) ed anche il valore aggiunto generato è più alto.
Consulta il report completo: Quarto trimestre 2019 – Cruscotto di indicatori statistici sulle startup innovative