La Commissione Europea ha descritto Industria 4.0 come la «trasformazione dell’intera sfera della produzione industriale avvenuta grazie alla fusione della tecnologia digitale e di Internet con la manifattura convenzionale».
La quarta rivoluzione industriale rappresenta un cambiamento che investe le logiche tradizionali dell’organizzazione della produzione. La trasformazione digitale innova completamente il modo di fare impresa e trasforma i modelli di business, le competenze necessarie, il modo di concepire ed erogare i servizi, coinvolgendo l’intero sistema in un grande processo di trasformazione. Industria 4.0 indica una serie di nuove tecnologie connesse che nel loro insieme portano ad un cambio del paradigma tecnologico e culturale e che, coinvolgendo il sistema produttivo in tutte le sue forme, in particolare i settori manifatturieri, introduce un nuovo modo di pensare lo sviluppo e la realizzazione di beni e servizi in un sistema, più intelligente, più veloce e più efficiente. Le direttrici di sviluppo della quarta rivoluzione industriale si basano sulla grande mole di dati a disposizione e dalla connettività che ha portato alla diffusione e all’uso di sistemi digitalizzati e di macchine intelligenti connesse tra loro. In estrema sintesi, tutti gli elementi all’interno e all’esterno della fabbrica e dell’impresa possono connettersi tra loro per dare origine ad una catena del valore fortemente integrata.
In Italia si è iniziato a parlare, con un sensibile ritardo rispetto ad altri paesi, di Industria 4.0 per indicare le sfide e le innovazioni della quarta rivoluzione industriale e degli effetti, nei vari processi di produzione di beni e servizi; ma dal suo esordio nel dibattito mondiale, quello della quarta rivoluzione industriale è diventato un tema di stretta attualità anche nel nostro Paese.
Infatti, è naturale che all’interno della seconda manifattura d’Europa un fenomeno di questa portata spinga le imprese a ripensare i propri modelli di sviluppo e ad innovare per intraprendere quel percorso che porta verso la fabbrica intelligente e completamente interconnessa. Ma questo percorso può avvenire soltanto se vengono adottate le nuove tecnologie digitali e, ad oggi, soltanto gli addetti ai lavori sono in possesso di quelle conoscenze e competenze sui vari strumenti e tecnologie abilitanti di Industry 4.0.
Ripercorrendo brevemente i passaggi che hanno portato alla versione italiana di Industry 4.0, la presentazione del Piano Nazionale “Industria 4.0” all'interno della legge di Bilancio 2017 ha rappresentato una svolta importante per il processo di digitalizzazione dell'industria italiana che ha portato ad un aumento degli ordinativi sul mercato interno dei beni. La seconda fase del Piano, ribattezzata “Impresa 4.0”, non ha cambiato gli obiettivi di fondo del progetto e anche il rallentamento degli investimenti in impianti, macchine e software riconducibili a Industria 4.0, registrato nel 2019, non ha intaccato un percorso di sviluppo in chiave digitale delle imprese.
Rimane però aperto un doppio problema verso la completa adozione del paradigma di Industria 4.0.
Il primo è quello delle competenze e della mancanza di figure professionali adatte a guidare l'innovazione dentro le fabbriche. Infatti, il piano per Industria 4.0 è stato impostato su due direttrici di intervento: gli investimenti in tecnologia e lo sviluppo delle competenze necessarie per governarli; e se in generale i risultati mostrano la buona riuscita del primo, rispetto al secondo poco o nulla si è mosso.
Il secondo problema riguarda l'implementazione concreta dei progetti di digitalizzazione. Secondo una recente indagine di EY, infatti, solo il 14% delle aziende italiane ha già raggiunto uno stato avanzato di sviluppo dei progetti di industria 4.0 caratterizzato da progettualità evolute e soluzioni innovative in grado di scambiare dati dagli impianti di fabbrica ai sistemi informativi.
Lo scenario futuro sarà quello di imprese sempre più connesse con il mondo che può essere gestito solo da chi riesce a restare al passo dell’innovazione. È in questo senso che si nota la dimensione più ampia di Industria 4.0 che va oltre i semplici aspetti tecnologici, i quali sono abilitanti ma soltanto parziali. Infatti, è fondamentale la presenza di professionisti in possesso di competenze specifiche in grado di gestire la trasformazione digitale.
Ancora prima di essere una rivoluzione tecnologica, Industria 4.0 rappresenta una rivoluzione culturale e di mentalità. Per questo, il vero cambiamento deve partire dell’evoluzione della cultura dell’innovazione, uno dei fattori considerati più critici e sul quale si è più indietro.